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Pêche électrique
Pêche électrique
Pêche électrique
Prise e photos
Prise de la nageoire adipeuse pour les analyses génétiques
Activité de laboratoire - analyses génétiques (Préparation PCR)
Activité de laboratoire - analyses génétiques (Préparation des échantillons)
Activité de laboratoire - analyses génétiques (Chargement des échantillons sur le gel)
Activité de laboratoire - analyses génétiques (Préparation des réactifs  pour le développement du gel)

Sintesi delle azioni previste

Il progetto associa l’approccio ecologico e quello genetico, integrando le esigenze gestionali.
Le azioni si sviluppano su assi diversi:

1. Analisi dei dati di distribuzione, cartografici e storici.
Fase iniziale del progetto che ha permesso di:
- raccogliere i documenti bibliografici esistenti sull’argomento in campo europeo (pubblicati e non) e farne una sintesi;
- realizzare un’indagine sulle pratiche di gestione in corso e sulla loro evoluzione storica (pressione di pesca, regolamentazione della pesca, pratiche di ripopolamento: origini, stadi, quantità e localizzazione spazio-temporale…);
- fare un primo bilancio dei lavori già realizzati o in corso d’opera, sull’insieme dei corsi d’acqua alto-savoiardi e valdostani;
- tentare una prima ricostituzione degli scenari zoo-paleogeografici.

2. Campionamenti mirati delle popolazioni naturali mediante pesca elettrica.
Alla fine del 2003, sono state campionate, mediante elettropesca, un totale di 299 stazioni (151 in Francia e 148 in Italia): il programma è in fase di perfezionamento nel 2004. Per ogni punto di prelievo l’obiettivo finale è consistito nell’analizzare e rilasciare le trote autoctone che avevano raggiunto lo stadio riproduttivo potenziale. Le popolazioni di ittiofauna sono state indagate sia con metodiche qualitative (un solo passaggio fino al raggiungimento del numero minimo richiesto) sia con metodiche quantitative (2 passaggi, come da metodo di Lury per la stima di densità e biomassa).
Sono stati raccolti i seguenti dati:
- lunghezza alla forca e lunghezza totale;
- peso dell’individuo;
- sesso e stato di maturità sessuale (quando possibile);
- prelievo di scaglie;
- asportazione della pinna adiposa (o di una parte di pinna anale) per le analisi genetiche.
Ogni esemplare è stato filmato con videocamera digitale ad alta definizione o analogica su supporto positivo (diapositiva) in modo da rendere simultaneamente visibili la parte sinistra della trota, il numero di riferimento e la scala di lunghezza.

3. Analisi del materiale genetico per identificare le componenti genetiche delle diverse popolazioni. I dati raccolti permetteranno di determinare la composizione genetica delle trote adulte nelle popolazioni prese a campione.
L’obiettivo principale dell’analisi genetica è l’individuazione di popolazioni autoctone e la definizione di popolazioni a minor grado di introgressione (popolazioni originarie).
La prima fase ha permesso di eliminare i siti in cui le trote autoctone non sono presenti trote autoctone o lo sono in numero ridotto. Per i restanti siti l’insieme dei campioni raccolti è stato approfondito tramite l’analisi dei microsatelliti del DNA nucleare per definire il livello di variabilità all’interno delle popolazioni autoctone e fra le diverse popolazioni. Studi più approfonditi potranno implicare l’analisi di stazioni complementari o esami più dettagliati in funzione dell’età del pesce.
Saranno sottoposti ad analisi genotipiche anche i ceppi di trote normalmente utilizzate per il ripopolamento.

4. Analisi dei dati biologici ed ecologici delle popolazioni di trote per valutarne lo stato di funzionalità.
Nelle stazioni esaminate la misurazione delle superfici, interpolata a valutazioni quantitative su densità e biomassa permette di stimare il livello di funzionalità delle popolazioni. Saranno raccolti ulteriori dati demografici relativi alle principali popolazioni autoctone individuate.
I tassi di accrescimento delle trote saranno determinati e comparati in funzione degli ambienti e dei genotipi. Se possibile, si definiranno le relazioni età-taglia-maturità sessuale dei diversi genotipi e per entrambi i sessi, per definire le misure minime di cattura in funzione degli obiettivi funzionali.
L’ecologia e l’efficienza delle popolazioni originarie di trote autoctone sono oggetto di studio in alcuni siti pilota dove sono prese in considerazione diverse caratteristiche della biologia delle trote:
- analisi delle aree riproduttive: computo e caratteristiche dei luoghi di deposizione, descrizione degli habitat e dei micro-habitat di deposito, localizzazione spazio-temporale, fattori restrittivi;
- interazioni trote migranti-trote sedentarie corsi d’acqua savoiardi affluenti dei laghi Leman, Annecy e piccoli laghi limitrofi;
- impatto delle pratiche tradizionali di ripopolamento attraverso il confronto genetico tra popolazioni locali e trote utilizzate per il ripopolamento.

5. Analisi dei principali parametri ecologici e fisici degli ambienti e inventario dei vincoli naturali e antropici.
Per ogni zona studiata si prevede:
- applicazione dell’indice di qualità biologica dei corsi d’acqua (IBE – IBGN)
- descrizione della funzionalità biologica dei corsi d’acqua e della loro qualità fisica e biogenica (metodo CSP DR5 in Francia, HQI in Italia);
- analisi puntuale e continua dei fattori fisici (temperatura, portata);
- individuazione e descrizione sintetica dei principali fattori limitanti;
- analisi del quadro idrologico e morfologico dei territori regionali e realizzazione per ogni corso d’acqua di una scheda idrografica che prevede anche la portata teorica e il censimento dei punti di captazione e delle dighe.

6. Controllo dell’efficacia delle diverse strategie di conservazione, del ripristino di popolazioni autoctone e pianificazione della gestione in siti di particolare interesse economico.
Saranno testate all’interno di siti pilota due differenti strategie di conservazione:
- conservazione e potenziamento delle popolazioni autoctone individuate (popolazioni originarie).
La strategia di zona santuario (assenza di ripopolamenti e di prelievo) sarà sviluppata in modo prioritario nei siti in cui sono individuate popolazioni autoctone superstiti ben strutturate. Saranno privilegiate le popolazioni meno introgresse e i siti non soggetti a ricontaminazione genetica da settori a monte e/o a valle;
- ricostituzione di popolazioni autoctone.
La ricostituzione di popolazioni vitali a partire da popolazioni originarie non vulnerabili è un’applicazione diretta del progetto, la gestione degli idrosistemi e le operazioni di ripopolamento.
Saranno adottate due diverse linee operative:
I. rilasci di avannotti (a sacco vitellino riassorbito o nutriti per alcune settimane) provenienti da stock di genitori catturati in popolazioni originarie a basso grado di introgressione;
II. trasferimenti di genitori autoctoni provenienti da zone con popolazioni originarie in soprannumero, poco o nulla introgresse, introdotte in torrenti geograficamente contigui.
La dinamica di ricostituzione delle nuove popolazioni sarà monitorata mediante
- operazioni di marcatura degli individui introdotti nell’ambiente naturale (analisi della fluorescenza degli otoliti di individui in alizarina, marchi Pittags);
- ricerca sui genotipi;
- controlli demografici.
Le strategie gestionali sperimentate nei siti pilota saranno sicuramente adottate su più vasta scala nel caso di situazioni e ambienti equivalenti.
La ricostituzione delle popolazioni autoctone attraverso tecniche di ripopolamento non è sufficiente da sola. Per assicurare la salvaguardia di questo patrimonio naturale è assolutamente necessario agire sui fattori limitanti e in particolare su quelli antropici, per preservare gli ambienti naturali atti ad ospitare popolazioni funzionali di trote selvatiche e dal riconosciuto valore economico.
Si prevede quindi di presentare:
- proposte di modifica degli obiettivi e delle regole di gestione;
- proposte rivolte alla conservazione ed alla gestione delle popolazioni autoctone e dei loro ecosistemi (regolamentazione, strumento legislativo specifico);
- previsioni sulla base di dati affidabili che permettano di armonizzare la salvaguardia degli ambienti e l’utilizzo antropico degli spazi naturale, in particolare sul piano idraulico (centrale idroelettrica, lavori idraulici,…);
- programmazione delle attività dei gestori attraverso l’istituzione di piani gestionali della pesca e di piani di protezione e salvaguardia degli ambienti.

7. Messa a punto di strumenti normativi.
Gli amministratori hanno bisogno di strumenti normativi che permettano di estendere la conservazione delle popolazioni autoctone ai loro ambienti di vita. Saranno pertanto messe a punto misure di pianificazione della pressione di pesca (percorsi specifici, ruolo della taglia minima, riserve, ecc.) focalizzate sui fattori limitanti del tratto in esame.
L’impatto della pesca sarà analizzato attraverso l’analisi integrata delle relazioni intercorrenti tra genotipo – età – crescita – maturità sessuale delle popolazioni locali, sia nelle trote pescate (distinguendo tra le diverse tecniche di cattura) sia tra quelle campionate mediante elettropesca..
Infine, saranno fornite indicazioni riguardanti l’adeguamento dello sforzo di pesca (taglia minima di cattura e numero massimo di pesci prelevabili) alle condizioni del singolo corso d’acqua.

8. Formazione mirata dei gestori, dei pescatori e degli amministratori.
La formazione rappresenta una fase chiave del programma poiché mira a raccordare i risultati dello studio con le successive fasi applicative, assicurando la continuità operativa del progetto.

9. Piano di comunicazione.
Le informazioni sullo svolgimento. i risultati e le ricadute gestionali del presente progetto saranno comunicate attraverso:
- schede e note tecniche di divulgazione destinate al pubblico, agli amministratori e agli enti pubblici (rapporti tecnici, opuscoli, ecc.);
- riunioni di presentazione del progetto rivolte a pescatori, amministratori coinvolti;
- realizzazione di un cortometraggio franco-italiano che illustra obiettivi, svolgimento e  fasi applicative del progetto (un breve estratto del film sarà scaricabile dal sito,  a fine anno);
- riunioni periodiche delle associazioni di pescatori italiani e francesi;
- pubblicazioni scientifiche destinate agli enti di ricerca;
- articoli divulgativi sulla stampa francese e italiana;
- sito internet franco-italiano creato espressamente per il programma;
- organizzazione di un convegno finale franco-italiano di presentazione dei risultati del progetto.